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19/10/2018

FP CISL VICENZA: CONTRATTO PER IL PUBBLICO IMPIEGO NEGLI ENTI LOCALI E NELLA SANITA'

L'APPELLO DI FP CISL VICENZA SUL NUOVO CONTRATTO PER IL PUBBLICO IMPIEGO NEGLI ENTI LOCALI E NELLA SANITA': "NON PERDIAMO L'OCCASIONE DI MIGLIORARE EFFICIENZA E QUALITA' DEI SERVIZI AI CITTADINI"

Il sindacato vicentino denuncia le difficoltà nell’avviare la contrattazione integrativa di secondo livello prevista dal nuovo contratto nazionale: “Sono stati introdotti strumenti innovativi, ma la maggior parte delle Pubbliche Amministrazioni ne sta ritardando l’applicazione”. Il provvedimento riguarda oltre 12 mila lavoratori vicentini

Vicenza - 19 ottobre 2018. Non perdere un’occasione storica per migliorare l’efficienza e la qualità dei servizi pubblici ai cittadini. L’appello viene da FP Cisl Vicenza e riguarda oltre 12 mila lavoratori vicentini di 150 enti locali di varia natura, oltre a tutto il personale dell’ULSS 8 Berica e ULSS 7 Pedemontana. Come noto, il nuovo contratto nazionale del pubblico impiego negli enti locali, firmato in primavera, demanda ai singoli contratti collettivi integrativi aziendali gli accordi su diversi aspetti fondamentali, in primis i criteri di distribuzione dei cosiddetti premi di produttività e le possibili forme di flessibilità per esigenze specifiche dell’azienda o ente. Il tutto introducendo degli elementi di grande innovazione, come spiega Ruggero Bellotto, segretario provinciale di FP Cisl: «Finalmente è possibile uscire dalla logica degli incentivi “a pioggia”, premiando i lavoratori per l’impegno e la competenza realmente profusi, secondo progetti condivisi e in un’ottica di obiettivi raggiunti. Perché con il nuovo contratto l’azienda o l’ente pubblico possono concordare con le rappresentanze dei lavoratori di destinare questi fondi a progetti specifici per il miglioramento del servizio ai cittadini, concordare i parametri di valutazione e quindi distribuire i premi di risultato sulla base dei risultati effettivamente ottenuti». Un nuovo approccio che tuttavia sta incontrando più difficoltà del previsto nel trovare applicazione: «Il problema - spiega ancora Bellotto - è che salvo pochissime eccezioni, nessuna pubblica amministrazione è stata ancora in grado di formulare dei progetti specifici di miglioramento dei servizi, come previsto dal contratto nazionale collettivo, sui quali discutere. Ad oggi abbiamo ricevuto solo 4 proposte su oltre 150 controparti coinvolte, e in generale ravvisiamo una diffusa impreparazione da parte delle Pubbliche Amministrazioni a cogliere e sfruttare le novità introdotte. Così, ci troviamo a non poter nemmeno iniziare la trattativa, e da più parti ravvisiamo la tendenza a cercare di posticipare il confronto al prossimo anno, continuando ancora a seguire le vecchie logiche con contributi a pioggia o accordi di scambio. Logiche che non giovano certamente ai cittadini, e nemmeno ai lavoratori».
In effetti, le opportunità per utilizzare la contrattazione integrativa aziendale per il miglioramento dei servizi sarebbero tante: «Si può andare dal potenziamento, magari temporaneo, di specifici servizi o anche di sportelli nel territorio - spiega ancora Bellotto - alla riduzione dei tempi di attesa per determinate prestazioni, fino al miglioramento del rapporto con gli utenti».
«Come CISL - sottolinea il segretario provinciale generale Raffaele Consiglio - crediamo molto in questa riforma, perché dimostra che davvero la contrattazione tra le parti sociali può essere strumento di sviluppo e miglioramento, anche nel pubblico impiego. E il nostro pensiero, nell’affrontare questo tema, va certamente agli oltre 12 mila lavoratori vicentini del comparto, ma allo stesso tempo va a tutti i cittadini, che avrebbero la possibilità di ricevere servizi migliori e più efficienti. Non dobbiamo perdere tempo, dobbiamo essere in grado di cogliere questa storica opportunità di innovazione».