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7/02/2022

ORIENTARE IL FUTURO: PERSONE, AMBIENTE, SOCIETÀ, LAVORO


Raffaele Consiglio: «Avremo scelte importanti da fare: il futuro e la nostra capacità di orientarlo dipenderanno soprattutto dalla volontà e capacità di costruire alleanze»

“Orientare il futuro”: è uno slogan semplice e ambizioso al tempo stesso quello scelto da Cisl Vicenza per il proprio 19° Congresso Generale Provinciale, in programma oggi e domani in Fiera di Vicenza, al termine del quale sarà eletta la nuova Segreteria.

Ad assistere alla parte pubblica dell’assemblea, oggi, insieme ai delegati Cisl di tutta la provincia vi era un nutrito gruppo di autorità che hanno partecipato ai lavori con un breve intervento: il Ministro per la Disabilità Erika Stefani, il Presidente del Consiglio Regionale Roberto Ciambetti, l’Assessore regionale all’Istruzione, Formazione, Lavoro e Pari Opportunità Elena Donazzan e - in videocollegamento - il presidente della Provincia di Vicenza Francesco Rucco.

Significativa anche la partecipazione dei rappresentanti del tessuto economico del territorio: Alberto Favero, vicepresidente di Confindustria Vicenza con delega alle relazioni industriali il vicepresidente (mentre la Presidente di Confindustria Vicenza Laura Dalla Vecchia ha registrato un videomessaggio di saluto); Gianluca Cavion, presidente di Confartigianato Imprese Vicenza; Mariano Rigotto, presidente di Apindustria Confimi Vicenza; Mirka Pellizzaro, vicedirettore di Confcommercio Vicenza.

Presenti al Congresso anche Gianfranco Refosco, Segretario Generale di Cisl Veneto, e Andrea Cuccello, segretario confederale di Cisl, oltre ai segretari generali provinciali di CGIL e UIL, rispettivamente Giampaolo Zanni ed Enrico Bianchi.

Lo slogan scelto per il congresso lascia volutamente trasparire la grande ambizione del maggiore sindacato vicentino - con oltre 60 mila iscritti - di contribuire a orientare il futuro del territorio vicentino verso un nuovo sviluppo economico, compatibile dal punto di vista sociale e ambientale e rispettoso della persona.

 

La pandemia come fattore di discontinuità

«Non credo sia necessario fare un’analisi approfondita sugli ultimi due anni, “quelli del Covid” - ha sottolineato Raffaele Consiglio durante a sua relazione -. Moltissimo è già stato detto. In pochissimo tempo abbiamo misurato i limiti e gli errori di decenni per quanto riguarda il sistema sanitario, piuttosto che il sistema scolastico o quello dei trasporti. Su tutto questo si tratterà di capire se sapremo fare tesoro di questa terribile lezione. La pandemia ha duramente messo alla prova anche il nostro tessuto sociale, economico, imprenditoriale, ma va segnalato che dentro a tante fatiche e sofferenze abbiamo anche visto tanto coraggio, dedizione e generosità, segni di speranza che ci permettono di guardare al futuro con fiducia. Come tutte le situazioni di forte discontinuità, la pandemia ci offre ora la possibilità di ripartire su nuove basi e in questo il PNRR può essere uno strumento fondamentale: in questa nuova fase siamo davanti a una grande opportunità che non possiamo nel modo più assoluto sprecare».

 

Verso quale futuro?

Cisl Vicenza indica la direzione verso la quale orientare questo futuro: «Abbiamo l’opportunità di generare uno sviluppo nuovo - prosegue ancora Consiglio -, non improvvisato dalle necessità che hanno fatto crescere il Nord-est e che hanno prodotto qui, come ovunque ci sia stato, la rincorsa alla ricchezza, distorsioni ambientali, sociali ed economiche. Oggi non sarà solo il bisogno economico ad orientare la crescita. Abbiamo forse più di ieri l’opportunità storica di dare indirizzi lungimiranti allo sviluppo».

Cinque sfide per il futuro

Cisl Vicenza individua in particolare cinque sfide, cinque temi centrali sui quali lavorare per orientare il futuro.

La prima è rappresentata dal calo demografico, con la conseguente riduzione dei cittadini occupabili e l’invecchiamento della popolazione, e dunque la necessità di nuove politiche per la famiglia, ma anche progetti di sostegno all’immigrazione non necessariamente correlati alle politiche di accoglienza, ma indirizzati anche allo sviluppo economico.

Vi è poi il tema dei giovani e della formazione, da affrontare anche sotto l’aspetto di una giusta retribuzione per i lavoratori che entrano oggi nel mercato del lavoro, specialmente se possiedono elevate professionalità.

E ancora, vi è la questione ambientale, che va affrontata con una visione d’insieme che comprenda anche il nodo della viabilità e in generale la progettazione del territorio.

Il quarto tema è invece rappresentato dalla necessità di lanciare, o rilanciare, un sistema di servizi ai cittadini e alle imprese che sia efficiente e innovativo, anche attraverso aggregazioni che mantengano però la governance e il legame con i territori locali, in parallelo allo sviluppo di un terziario avanzato che sia a supporto all’economia e all’impresa locale.

La quinta e ultima sfida è infine rappresentata dal ripensamento del sistema socio-assistenziale in funzione dell’invecchiamento della popolazione.

Costruttori di alleanze

In questo contesto, Consiglio ha sottolineato il ruolo che può avere il sindacato: «Avremo scelte importanti da fare, che noi come Cisl abbiamo il compito di condividere e supportare. In tale ottica il futuro e la nostra capacità di orientarlo dipenderà soprattutto dalla volontà e capacità di costruire alleanze. È questo, a nostro avviso, un punto decisivo. L’alleanza implica più soggetti che in modo paritario, dopo un percorso condiviso, individuano tempi, modalità e strumenti per perseguire un certo obiettivo. L’alleanza nasce dalla lettura della complessità e dalla consapevolezza che da soli non bastiamo né come singoli, né come organizzazioni, ma tiene se ogni stakeholder è capace di contribuire con del valore. Questo è il nostro appello, nella convinzione che interessi diversi possono sorreggere un disegno comune. Dobbiamo iniziare a ricostruire relazioni e spazi in cui condividere esigenze, idee, progetti».

 

Il ruolo della politica

Da qui l’appello affinché la politica crei le condizioni per orientare il futuro. «E questo - sottolinea Consiglio - richiede prima di tutto la scelta di costituire quelli che chiamerei dei tavoli territoriali di concertazione. L’obiettivo di questi tavoli non è ovviamente il fare contratti, ma condividere l’indirizzo della crescita. Questa alleanza come la pensiamo noi è qualcosa di estremamente concreto, e per essere concrete queste alleanze devono potersi collocare all’interno di un contesto istituzionale preciso che rappresenti il riferimento riconosciuto da tutti i soggetti interessati e coinvolti in questa alleanza. A questo riguardo nel nostro territorio ci sono le IPA, le Intese Programmatiche d'Area, che sono uno strumento di programmazione decentrata e di sviluppo del territorio, attraverso il quale la Regione offre la possibilità agli Enti pubblici locali e alle Parti economiche e sociali di partecipare alla programmazione regionale. Tra la Regione che svolge un ruolo centrale nel disegno strategico del Veneto e i comuni c’è un vuoto che deve essere riempito. E se è vero che il nostro futuro dipenderà anche dalla nostra capacità di progettare per utilizzare tutte le risorse disponibili dal PNRR e successivamente dai fondi sociali, dobbiamo prepararci e configurarci di conseguenza. L’IPA può essere la soluzione adeguata».

 

L’urgenza di agire

La proposta di Cisl Vicenza vuole essere molto concreta non solo nelle modalità, ma anche nella tempistica: «Abbiamo fretta - incalza Consiglio -. Abbiamo bisogno di condividere un disegno sul futuro, che deve passare per un tavolo comune. Noi proponiamo un percorso su cui altri stanno già lavorando inaugurando un dibattito che crediamo sia urgente. Orientare il futuro vuol dire tenere insieme tutto. E dargli un unico progetto. Perché il compito di una classe dirigente è sempre quello di creare, di tenere insieme, di generare e valorizzare. Vogliamo che il nostro sia uno dei contributi che serva ad orientare il futuro. Quello di tutti noi».

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