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4/05/2022

COLF e BADANTI: Profughi ucraini, al via il lavoro in Italia come dipendenti.


Profughi ucraini, al via il lavoro in Italia come dipendenti, anche nel settore domestico

È già possibile per le aziende (e per le famiglie) italiane assumere persone che hanno lasciato l’Ucraina e si sono rifugiate in Italia in seguito all’invasione del Paese da parte della Russia, il 24 febbraio.
L’accesso al lavoro è uno dei diritti che si acquisiscono con la richiesta della protezione temporanea europea prevista dalla direttiva 2001/55/Ce e attivata per la prima volta dall’Unione il 4 marzo, proprio per far fronte al massiccio arrivo degli sfollati dall’Ucraina.

Come prevede l’ordinanza 872/2022 della Protezione civile, con la sola richiesta del permesso di soggiorno presentata in Questura e legata alla protezione temporanea Ue, gli ucraini potranno lavorare sia in forma subordinata, anche stagionale, sia autonoma. Tutto questo in deroga ai numeri previsti dal decreto flussi che disciplina ogni anno l’accesso al lavoro in Italia dei cittadini extracomunitari.

Il ministero dell’Interno non ha ancora diffuso un numero di quanti siano a oggi i richiedenti della protezione temporanea Ue. Ma come spiegano alcune associazioni di categoria contattate dal Sole 24 Ore del Lunedì, da Confagricoltura ad Assindatcolf, le prime assunzioni stanno già avvenendo.

Come avviene l’assunzione

In pratica, le Questure rilasciano ai cittadini ucraini una richiesta di permesso di soggiorno (che non è ancora un permesso, appunto), che riporta i dati identificativi del lavoratore e un codice numerico. Con quel codice, si può procedere all’eventuale assunzione e all’apertura di una posizione contributiva presso l’Inps. «Il datore di lavoro - spiega Stefano Sassara, tesoriere del Consiglio nazionale dell’Ordine dei consulenti del lavoro - procede come quando assume un cittadino extracomunitario in attesa di rinnovo del permesso: nella comunicazione di assunzione Inps, segnala che il lavoratore è in attesa di rilascio del permesso di soggiorno».

Certamente, anche nel caso dei cittadini ucraini, sarà una buona precauzione accertarsi che il permesso sia effettivamente accordato.
Il lasciapassare legato alla protezione Ue ha una durata limitata: un anno, rinnovabile per altri due periodi di sei mesi ciascuno. Nel 2023 sarà dunque necessario verificare che i lavoratori eventualmente assunti procedano al rinnovo del permesso.

ASSISTENTI FAMILIARI - Chance di una formazione ad hoc

In Italia lavorano 92.160 colf, badanti e baby sitter ucraine in regola (e si stima che siano 50mila quelle che lavorano senza essere iscritte all’Inps). Quella ucraina è la terza nazionalità per numero dei lavoratori domestici in regola in Italia (dopo gli italiani e i rumeni). Le associazioni dei datori di lavoro domestico sono intenzionate a usare le risorse di Ebincolf (l’ente bilaterale del settore) per organizzare corsi di formazione destinati a chi è arrivato in Italia, sia sul lavoro di assistente familiare,
sia di italiano.

I servizi offerti dal Caf Cisl riguardano ogni aspetto della regolarizzazione e dell'amministrazione del rapporto di lavoro domestico, garantendo al datore di lavoro, nel rispetto della norma, correttezza, precisione e professionalità, e al lavoratore domestico, tutti i diritti e le tutele riconosciuti dal Contratto collettivo nazionale del Lavoro domestico. Cisl Vicenza in partnership con comuni, Ulss e cooperative del territorio all'interno degli sportelli di assistenza familiare, da supporto alle persone e alle famiglie del territorio che necessitino della collaborazione di colf e badanti.

Per appuntamento contattare:
Tel. 0444545595 - mail colfbadanti.vicenza@cisl.it

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