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24/11/2022

QUESTO NON E' AMORE


LA VIOLENZA DI GENERE E LE CONNESSIONI

CON LE DISEGUAGLIANZE NEL MERCATO DEL LAVORO

 

In Provincia di Vicenza nel 2021 sono state 155 le chiamate al numero 1522 per le vittime di violenza,
ma al di là dei numeri il tema va affrontato anche nel contesto sociale,
in primis le implicazioni delle diseguaglianze di genere nel mercato del lavoro

 

In Provincia di Vicenza nel 2021 le chiamate al numero 1522 (vittime di violenza) sono state 155. Dopo un periodo di calo dal 2013 al 2017, i valori sono tornati a salire dal 2018. Il picco è avvenuto nel 2020 e 2021 anni di piena pandemia ma anche nel primo trimestre di quest’anno le chiamate al numero dedicato rimangono rilevanti. In Veneto, invece, le chiamate al 1522 sono state 1169 nel 2021, la maggior parte delle quali avvenute nella provincia di Venezia.

 

Vicenza si trova al 5° posto tra le province venete. Delle chiamate venete il 97,6% sono fatte da donne nella maggior parte di età tra i 35 e 54 anni, sia nubili sia sposate o conviventi. Le chiamate arrivano prevalentemente a seguito di violenze fisiche seguite da quelle psicologiche e sessuali. Infine il dato più drammatico: in Veneto gli omicidi di donne sono cresciuti dal 2020 ad oggi, 9 nel 2020, 14 nel 2021, 7 nei primi cinque mesi e mezzo del 2022.

 

Al di là dei numeri, tuttavia, è importante affrontare il fenomeno anche considerando il contesto sociale di riferimento, a partire dalle diseguaglianze di genere nel mercato del lavoro: l’assenza di un’autonomia finanziaria è spesso un forte disincentivo a chiedere aiuto per le donne vittime di violenze domestiche.

 

 

Il lavoro femminile

Cisl Veneto e Fondazione Corazzin hanno elaborato una significativa indagine sulla parità di genere in Veneto e in Provincia di Vicenza, aggiornata ad oggi che rileva dati su demografia, occupazione, conciliazione vita lavoro e violenza.

Dal punto di vista demografico in Veneto si rileva come, seppur esiste un equilibrio demografico tra i sessi, all’aumentare dell’età la composizione della popolazione inizia a modificarsi. Infatti a partire dagli over 80 anni, essa è composta prevalentemente da donne che hanno una aspettativa di vita maggiore rispetto a quella maschile. Le donne over 80 anni risultano essere il 62,3% contro il 37,7% degli uomini. Questo dato risulta importante per pianificare politiche sanitarie e di welfare.

 

In merito al tema della occupazione, riscontriamo nella nostra regione e in provincia di Vicenza, una sempre maggiore presenza di occupati uomini rispetto alle occupate donne. Nel 2021 in Veneto gli uomini rappresentano il 56,8% contro 43,2% delle donne e a Vicenza la differenza è più grande: 57,7% uomini, 42,3% donne. Tra il 2019 e il 2020 il tasso di occupazione complessivo in Veneto diminuisce di 2,3 punti. Analizzando la situazione per sesso notiamo che l’occupazione maschile cala di 1,5 punti e quella femminile di 3,2 punti, infatti il tasso di occupazione maschile è del 73,5% mentre quello femminile del 57,7%.

Il tasso di disoccupazione a Vicenza è del 3,9% per gli uomini e del 5,7 % per le donne nel 2021.

 

Esistono lavori maschili o femminili? Vi sono degli estremi che rendono alcune tipologie di lavori prettamente maschili ed altri quasi esclusivamente femminili. Nella sanità, nell’assistenza sociale, nella istruzione, nelle attività immobiliari e nella P.A. la presenza femminile è di gran lunga la maggioranza mentre nel comparto costruzioni, logistica, estrazioni di minerali, la presenza è quasi tutta maschile. Questo rischia di ghettizzare delle professioni e dei percorsi lavorativi.

 

Analizzando l’occupazione nelle coppie con figli in cui entrambi i partner lavorano, le donne sembrano maggiormente legate al lavoro dipendente, meno occupate a tempo indeterminato e meno occupate a tempo pieno. Questo tema è legato agli obblighi famigliari, di accudimento dei figli e dei genitori anziani tradizionalmente delegati alla figura femminile.

 

Il part-time è una tipologia di lavoro con forte appannaggio femminile. Quanto di questo part-time è frutto di una scelta volontaria?

 

Al part-time si collega la differenza retributiva tra uomini e donne. Si rileva inoltre che tra i 35 anni e i 59 anni le retribuzioni delle donne smettono di crescere mentre quelle degli uomini continuano a crescere fino ai 64 anni di età. È indubbio che questa differenza sia legata a impostazioni culturali che limitano le donne con carichi di cura nello sviluppo di una carriera lavorativa, nonostante le donne occupate abbiano mediamente un titolo di studio più elevato degli uomini e rappresentino la maggior parte degli occupati con laurea.

 

 

Trend economico e violenza di genere

Gli ultimi dati della ricerca fanno riflettere circa la relazione che potrebbe esserci tra situazione economica e violenza: nei periodi in cui il mercato del lavoro è in crescita e il tasso di occupazione maschile è in aumento, le chiamate al numero 1522 diminuiscono; viceversa nel 2020 e 2021 quando crolla l’occupazione maschile, aumentano le chiamate al 1522.

 

 

Il progetto “VIVA VITTORIA”

Quest’anno, in occasione della giornata mondiale per l’eliminazione della violenza contro le donne Cisl Vicenza, unitamente a FNP CISL Vicenza aderiscono al progetto nazionale “VIVA VITTORIA” promosso in città con il patrocinio del Comune di Vicenza

Il progetto, che ha coinvolto associazioni, Comuni, istituti scolastici e privati cittadini, consiste nella realizzazione di coperte lavorate a ferri o all’uncinetto che, assemblate, nei giorni scorsi hanno “ricoperto” Piazza dei Signori di Vicenza per poi essere donate in cambio di un’offerta destinata al Centro antiviolenza del Comune di Vicenza.

 

La nostra adesione va quindi oltre il valore simbolico e costituisce un concreto aiuto alle tante donne vittime di violenza.

 

Come CISL abbiamo acquistato 20 coperte che ora sono esposte nelle sedi complete della loro storia e significato. Contestualmente conveniamo di dare seguito alla necessità di stabilire contatti sempre più stressi con le associazioni e le istituzioni territoriali che si occupano di queste problematiche al fine di costituire, insieme, una rete che sia sempre più efficace.

 

Si intende che il nostro sportello “BUON LAVORO” diventi un pezzo del mosaico che si prende cura a 360 gradi di chiunque sia vittima di violenza, molestie e discriminazioni.

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