Sanità, reparti in crisi «L’Ulss deve assumere»

mercoledì 24 marzo 2010 | Pubblicato in Notizie

I sindacati chiedono personale. Le caselle vuote mettono in crisi reparti e servizi strategici. Le difficoltà sono diventate quotidiane. Ci vogliono infermieri, tecnici, fisioterapisti, oss, assistenti sociali, operatori tecnici. Cgil, CISL e Uil hanno preparato l’elenco delle urgenze per tutta l’Ulss 5, negli ospedali e sul territorio. Hanno verificato le esigenze dal vivo, parlando con gli uffici, e poi hanno scritto a Renzo Alessi.
I confederali fanno pressione perché l’Ulss assuma in tempi brevissimi il personale che manca, soprattutto infermieri. Domani sindacati e dg si incontrano ad Arzignano. Ma Alessi è ottimista. «Hanno le loro ragioni. Esistono criticità dovute non alla mia volontà ma al mercato del lavoro che non offre il personale che serve. Io assumerei subito tutti. Il tavolo è aperto. Faremo insieme una disamina. Da parte mia massima disponibilità. Troveremo le soluzioni».
La lettera arrivata al dg è firmata dai segretari provinciali alla funzione pubblica: Giancarlo Puggioni (Cgil), Flavio Cristofari (CISL), Claudio Scambi (Uil). «Già l’8 febbraio – scrivono – avevamo evidenziato la necessità di concordare il piano assunzioni per il 2010. Ci è stato chiesto di individuare le esigenze. L’Amministrazione, al termine degli incontri di budget, dovrebbe avere una mappatura precisa dei bisogni. Per questo chiediamo che il dg ci relazioni sulle assunzioni previste. Vogliamo pure che si verifichino le carenze che segnaliamo, dovute sia a pensionamenti, mobilità, licenziamenti, sia al potenziamento o a nuove aperture di strutture».
Così la Triplice sindacale fa i nomi. I problemi di turnover riguardano all’ospedale di Valdagno medicina, nido e lungodegenza; al Cazzavillan medicina e ostetricia-ginecologia; a Lonigo medicina, recupero e rieducazione funzionale, pronto soccorso. In tutto mancano 10 infermieri, 2 oss, 1 fisioterapista. Sul fronte delle strutture in espansione o appena decollate che hanno bisogno di organici più solidi, si chiedono nuove assunzioni a Valdagno per Cric, ostetricia e pronto soccorso; ad Arzignano per pronto soccorso, rianimazione, radiologia, blocco operatorio. La “domanda” è di 8 infermieri, 2 ostetriche, 2 tecnici di radiologia, 12 oss.
In più i sindacati sollecitano la stabilizzazione degli oss a tempo determinato e la sostituzione del personale amministrativo in aspettativa per maternità, utilizzando le graduatorie esistenti. «Certe situazioni – spiega Alessi – nascono da sviluppi operativi. Al Cric c’è la questione delle degenze. Senza infermieri non si possono far partire. Al pronto soccorso di Arzignano si lavora di più perché il nuovo primario Vito Cianci è bravo e fa filtro rispetto agli altri reparti. Lo stesso a Valdagno. Ma ripeto: troveremo una via d’uscita».
Cristofari, però, insiste: «Queste carenze creano problemi per la qualità dei servizi e disagio ai lavoratori che non vedono rispettati i loro diritti contrattuali». Scambi conferma: «Chiediamo dotazioni minime che garantiscano la continuità senza mettere in discussione la qualità».