«I direttori generali delle Ulss per i loro incentivi non vogliono farsi valutare dalla Regione, ma pretendono di farlo per i loro dipendenti. Il direttore generale dell’Ulss 6 si adegua». È il commento di Fp Cgil, Fp CISL e Fpl Uil sui sistemi di valutazione dell’Ulss.
Martedì l’Ulss 6 di Vicenza ha incontrato le organizzazioni sindacali per dare la sua risposta definitiva sulle modalità di applicazione del “Sistema di valutazione” dei dipendenti (che non ha nulla a che fare con quando previsto da Brunetta con la legge 150 del 2009). Tale sistema di valutazione va a cambiare quanto già concordato con l’accordo decentrato del 2000, e dovrebbe avere, a parere dell’Amministrazione dell’Ulss 6 di Vicenza, una ricaduta sull’erogazione del salario accessorio dei dipendenti.
L’attuale valutazione va ad incidere sul 10% della incentivazione collettiva, dopo invece andrà ad incidere sul 100%, cioè su una quota mensile che può variare tra i 70 e i 150 euro, in base alla categoria.
Le organizzazioni sindacali avevano richiesto di integrare gli attuali criteri, legati sostanzialmente al raggiungimento degli obiettivi di budget e la presenza in servizio, con altri criteri obiettivi, quali la presenza di procedimenti disciplinari, il rispetto dell’orario di lavoro, la mancanza di debito orario e la regolare frequenza alla formazione obbligatoria richiesta dall’ente.
L’Ulss ha risposto negativamente a tutte le richieste fatte, e ha ritenuto di chiudere la fase di concertazione, aperta l’8 febbraio, procedendo unilateralmente con l’applicazione di tale procedura. La valutazione avverrà su quattro elementi: obiettivi di budget, comportamento, orario di lavoro e flessibilità, tutoraggio.
«Riteniamo – dicono i sindacati – che con questi criteri i dipendenti siano in balìa della discrezionalità piena dei dirigenti. Inoltre, non è chiaro se il personale sarà messo nelle condizioni di conoscere con precisione gli obiettivi per i quali deve lavorare, e quindi se potrà avere un giusto contraddittorio, quando sarà soggetto alla valutazione del dirigente».
«Non siamo aprioristicamente contrari alla valutazione, ma riteniamo che questa importante applicazione della norma contrattuale non possa essere imposta in maniera unilaterale, senza condividerne le scelte con i rappresentanti dei lavoratori. Ancora una volta il direttore generale dell’Ulss 6 di Vicenza ha dimostrato la sua incapacità a gestire i rapporti sindacali».