S. Bortolo, è rottura tra sindacati e Alessandri

mercoledì 10 marzo 2010 | Pubblicato in Notizie

Rapporti fra Ulss e sindacati sempre più tesi. Il lungo idillio sembra un ricordo. I tempi in cui il dg Antonio Alessandri riusciva a comporre sempre (o quasi) vertenze e frizioni sono alle spalle. Dopo la rottura-bis con gli autonomi, Nursind e Rdb-Cub, sulla cardiochirurgia – con le parti che si ritrovano oggi in prefettura per un nuovo, difficile, tentativo di conciliazione – ieri altro scontro e altro irrigidimento su produttività e pagelline.
Laura Moretti, capo del personale, ha portato il “no secco” di Alessandri alle proposte dei sindacati, autonomi e confederali, e la Rsu aziendale, composta da Bonifacio Dal Bianco, Andrea Gregori e Cristina Quaresimin, ha varato le prime iniziative di lotta. Dopo una conferenza stampa lunedì, giovedì 18 dalle 12.30 alle 14.30 un presidio davanti all’ospedale per informare lavoratori e cittadini sugli sviluppi di una questione in cui sindacati e amministrazione si trovano agli antipodi. Flavio Cristofari, segretario CISL-funzione pubblica, è allibito: «Alessandri si dimostra incapace di fare un accordo sulla contrattazione. Se per ogni cosa si deve andare dal prefetto vuol dire che non è più in grado di gestire i rapporti con la delegazione». Un concetto, questo, che Cristofari ha preteso fosse messo a verbale. La rottura delle trattative è avvenuta stavolta sui criteri di valutazione introdotti dalla legge Brunetta. «I sindacati – spiega Gregori – avevano sottoposto al dg un sistema il più oggettivo possibile, ma lui ne vuole uno assolutamente soggettivo basato su interpretazioni discrezionali. Il dg ha scartato la nostra proposta a priori. È l’azienda che rompe con noi. Un professionista non può essere valutato sull’atteggiamento personale verso gli utenti ma sulle competenze: non vale l’impressione soggettiva ma cosa sa fare». Cristofari conferma: «Non capisco come uno della levatura di Alessandri si rifiuti di considerare criteri oggettivi come l’orario, il tipo di servizio. Così il contratto integrativo va a farsi benedire. Come si può pretendere che un lavoratore vada a perdere 100-150 euro per colpa di valutazioni aleatorie…». Insomma sindacati e Ulss sempre più distanti. Per Gregori non ci sono giustificazioni: «Hanno perso un’occasione di dialogo». Divide anche l’impostazione del problema-organici. «Non si trovano infermieri, la qualità scarseggia, la domanda cresce, però l’Ulss non vuole definire le priorità per il 2010».