La base Setaf di Vicenza sarà teatro, a partire da domani mattina, dell’incontro annuale sull’incremento salariale dei dipendenti non statunitensi della struttura militare.
“Ogni anno – spiega Rosetta Raso della segreteria nazionale Fisascat, arrivata oggi pomeriggio nel capoluogo berico – viene calcolato un aumento salariale rilevato in base ad alcuni studi, tra cui quello dell’Istat”.
L’incontro, però, non sarà un’ordinaria comunicazione sull’aumento retributivo. I sindacati, infatti hanno presentato un ordine del giorno che mette al primo punto la questione dei licenziamenti di personale italiano nelle basi statunitensi di Napoli e Sigonella. La situazione è ancora bloccata, nonostante le manifestazioni che hanno raccolto la solidarietà anche dei lavoratori vicentini e che si sono svolte lo scorso luglio, culminando con un incontro a Roma con la Presidenza del Consiglio dei Ministri.
“Gli americani sostengono che i licenziamenti sono dovuti a esuberi di personale – spiega Rosetta Raso – Riteniamo però che questi esuberi siano da verificare. Gli Stati Uniti intanto mettono a disposizione 18mila dollari per chi volesse volontariamente abbandonare il lavoro. Vorremmo però che fosse possibile l’aggancio alla pensione con la mobilità volontaria o la ricollocazione nella pubblica amministrazione italiana con la legge 98/71. Sono due proposte che intendiamo discutere, come intendiamo proporre il ricollocamento dei dipendenti in altri presidi militari”.
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