
Un'immagine del presidio che si è svolto in occasione dello sciopero alla Filivivi di Piovene lo scorso 30 luglio
Non va in ferie la preoccupazione dei dipendenti per il futuro dello stabilimento Filivivi di Piovene, teatro di uno sciopero che si è svolto lo scorso 30 luglio. A causare la mobilitazione la scelta dell’azienda di rimuovere tredici macchinari della catena del filato, decisione resa nota il 27 giugno scorso.
In queste settimane, nonostante la chiusura estiva, sono rimasti affissi all’esterno dello stabilimento alcuni striscioni e e tredici fiocchi neri in “ricordo” delle tredici macchine che, stando ad alcune voci circolate in questi giorni, sarebbero già state smontate e trasferite.
“Aspettiamo la ripresa del lavoro e la convocazione di un tavolo di confronto con l’azienda – spiega Valter Cailotto Femca-Cisl – Vista la situazione speriamo che il tavolo possa venire aperto nei primi giorni di settembre”.
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