Lei si chiama Save Sakineh, è una madre di 42 anni in carcere perché accusata di adulterio.
Un tribunale islamico l’ha condannata nel 2006 alla pena di morte. Nel 2007 la Corte suprema iraniana ha confermato la condanna alla lapidazione, una pena dolorosa e mortale , vergognosa e barbarica.
Le pietre che le possono essere lanciate contro devono essere appuntite e taglienti, ma non talmente grandi da poterle infliggere immediatamente la morte.
Si è aperta una mobilitazione internazionale che ha rinviato la condanna, ed anche un dibattito all’interno delle istituzioni iraniane il cui responsabile dell’ufficio dei Diritti umani a Teheran ha annunciato di poter rivedere simili condanne e torture.
Riteniamo importante, come Donne CISL di Vicenza, sottoscrivere l’appello contro questa pena di morte e contro un efferato crimine verso una donna ma anche verso l’umanità intera, nei suoi principi inviolabili di rispetto della persona umana.
Per aderire all’appello www.freesakineh.org