Con un’adesione totale da parte di dipendenti, si sta svolgendo allo stabilimento di Piovene della “Filo vivo” uno sciopero indetto da Cgil, Cisl e Uil. Lo stabilimento, che occupa 180 dipendenti, si occupa di filatura e, in un piccolo reparto, di tintoria. “Filo vivo” è una società nata dalla fusione tra l’ex Lanerossi e la Martex.
“Il 27 giugno – spiega Valter Cailotto, operatore della Femca-Cisl per la zona di Schio – l’azienda ha comunicato di voler rimuovere alcune macchine dalla linea di preparazione al filato, assicurando che l’operazione non avrebbe comportato esuberi di personale. Riteniamo che una scelta del genere non avrebbe dovuto essere comunicata cinque giorni prima dell’entrata in ferie. Ma soprattutto siamo convinti che la decisione non asrà del tutto indolore: i macchinari che verranno rimossi sono tra i più moderni dello stabilimento, ciò provocherà un impoverimento tecnologico”.
I sindacati chiedono pertanto all’azienda di rivedere la decisione di rimuovere i macchinari e un confronto per individuare soluzioni alternative.
Lo sciopero, cominciato questa mattina alle 8, è proseguito fino alle 12. Riprenderà dalle 15 alle 19. Per tutta la giornata gli operai presiederanno i cancelli della fabbrica.
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